Signor Sindaco,
dopo tre anni alla guida dell’Amministrazione di Riola Sardo, ci saremmo aspettati che Lei avesse almeno applicato le basi minime per presiedere correttamente il Consiglio Comunale, l’assemblea che rappresenta tutti i cittadini riolesi; purtroppo quanto avvenuto nell’ultima seduta del 13 agosto 2025 è la prova che così non è.
Finita la lettura della prima delibera all’ordine del giorno, Lei ha formalmente chiuso la fase del dibattito, ha richiesto se vi fossero eventuali interventi, in mancanza dei quali ha aperto la fase del voto, nella quale il Consigliere Anziano Secci ha chiesto di leggere la dichiarazione di voto del Gruppo di minoranza “Arriora”.
Ricordiamo che il Regolamento comunale di funzionamento del Consiglio (artt. 45 e seguenti), lo Statuto comunale e lo stesso Testo Unico degli Enti Locali – TUEL (art. 39), stabiliscono che:
La dichiarazione di voto è l’ultimo intervento prima della votazione e non può riaprire la discussione.
Eppure, subito dopo che il nostro Consigliere ha letto la propria dichiarazione di voto, Lei ha ripreso la parola, come spesso le succede, non per esprimere una Sua dichiarazione di voto – come sarebbe stato corretto – ma per lanciare considerazioni personali, commenti e frasi fuori luogo come ad esempio: “avete il prosciutto sugli occhi”, “scimmiottare la politica nazionale”, “voi vivete in un altro paese” o “la minoranza non rappresenta nemmeno gli elettori che l’hanno votata” che nulla hanno a che vedere con il rispetto istituzionale dovuto in quest’aula ma che manifestano una reiterata intolleranza verso il confronto politico nel merito delle questioni in discussione.

Questa condotta configura la violazione di una regola fondamentale di gestione dell’assemblea.
Il flusso dei lavori consiliari è disciplinato dal Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), nonché dal vigente Regolamento Comunale, e il Presidente del Consiglio – figura che, nel nostro Comune, coincide con il Sindaco – è tenuto ad agire come garante imparziale del corretto e ordinato svolgimento della seduta. Tale ruolo, sancito in particolare dagli articoli 39 e 42 del TUEL, non può essere esercitato in base a criteri personali o discrezionali, bensì nel pieno rispetto delle procedure stabilite dalla legge e dai regolamenti. La gestione arbitraria dell’aula mina la trasparenza, il diritto di parola e il corretto equilibrio tra maggioranza e minoranza, generando inevitabilmente disappunto e tensione nell’assemblea.
Le ricordiamo, Signor Sindaco, che il rispetto delle regole vale per tutti.
Non è la prima volta che dobbiamo intervenire per correggere Sue sviste procedurali – basti ricordare, tra le tante altre, la nomina errata dei membri della Commissione per i Giudici Popolari lo scorso 30 luglio, bloccata dalla nostra Capogruppo Irene Erdas, grazie alla lettura integrale degli artt. 13 e 21 della Legge 287/1951, che impongono la presenza sia di un consigliere di maggioranza che di uno di minoranza. Anche in quell’occasione, invece di riconoscere l’errore, si è tentato di far passare il rispetto della legge come una “gentile concessione”.
Ribadiamo che il gruppo di minoranza ha il dovere di vigilare, segnalare e pretendere il rispetto delle norme, non per fare i rompiscatole, come Lei spesso ci apostrofa, ma perché questo è il nostro preciso dovere di rappresentanti eletti dai cittadini.
Per tre anni abbiamo mantenuto un atteggiamento di pazienza e tolleranza, pur di fronte a palesi errori e forzature, nella speranza di favorire un clima costruttivo. Ma a tutto c’è un limite: la pazienza finisce quando viene costantemente messa alla prova da comportamenti ostili e da reiterate violazioni delle regole.
Nel corso di questo mandato, il nostro gruppo di minoranza ha più volte teso la mano e cercato di instaurare un clima di collaborazione. Lo abbiamo fatto non a parole, ma con atti concreti: presentando proposte di modifica a regolamenti comunali, suggerendo correttivi utili all’interesse generale, e portando in aula mozioni che sono state approvate all’unanimità da tutto il Consiglio Comunale. Nonostante ciò, sin dal suo primo insediamento il Sindaco ha ribadito in più occasioni che “andrà avanti con noi o senza di noi”, una posizione che di fatto ha creato un argine insormontabile a ogni possibile collaborazione, mantenendo vivo un clima ostile e guardingo nei confronti del nostro gruppo.
Ricordiamo che nel nostro ordinamento democratico e costituzionale esistono pesi e contrappesi volti a garantire l’equilibrio tra i poteri e a salvaguardare le funzioni della minoranza, la cui azione di controllo e di stimolo è essenziale per il corretto funzionamento della vita democratica dell’Ente locale.
Il Gruppo Consiliare Arriora
