Macerie, conti e macchina comunale: il bilancio politico di Arriora sul Consiglio del 16 settembre
Nel Consiglio comunale del 16 settembre il gruppo consiliare Arriora è intervenuto sui due punti all’ordine del giorno: il Rendiconto della gestione 2025 e la nuova Convenzione per il servizio di Segreteria comunale.
Due argomenti diversi, due voti diversi, ma una stessa linea politica: leggere gli atti, riconoscere ciò che funziona e contestare ciò che invece merita una valutazione critica.
Sul Rendiconto 2025: conti in equilibrio, ma restano problemi da affrontare
Sul Rendiconto il gruppo ha scelto di partire da un dato di correttezza istituzionale: il Comune non è in dissesto, non è strutturalmente deficitario e gli equilibri finanziari risultano rispettati.
Il risultato di amministrazione è positivo e non risultano debiti fuori bilancio.
Per Arriora, quindi, sarebbe stato scorretto parlare di “conti fuori controllo” o di incapacità generalizzata di spesa.
Ma il Rendiconto non è soltanto una fotografia dei saldi finali. Serve anche a capire come il Comune riesce a riscuotere le proprie entrate, quanto pesa la massa dei residui e con quale qualità vengono predisposti gli atti da sottoporre al Consiglio.
Ed è proprio su questi aspetti che il gruppo ha concentrato la propria critica.
Uno dei punti principali riguarda la capacità di riscossione. Gli stessi indicatori ufficiali del Rendiconto evidenziano criticità sul fronte degli incassi, mentre i residui attivi superano complessivamente i cinque milioni di euro.
Arriora ha quindi chiesto maggiore attenzione sull’effettiva recuperabilità dei crediti tributari più vecchi e sulle procedure di riscossione in corso.
Il gruppo ha inoltre ricordato che, dopo una propria richiesta formale di chiarimenti, l’Amministrazione ha trasmesso documenti integrativi e correttivi su più aspetti del fascicolo contabile.
Questo passaggio è stato volutamente riconosciuto in aula: quando una questione viene chiarita con atti e documenti, per Arriora la questione è chiusa.
Ma resta un problema di fondo: la documentazione consegnata ai consiglieri dovrebbe arrivare già completa, coerente e controllata.
Un Consiglio comunale non dovrebbe trasformarsi nell’ultimo livello di verifica materiale degli atti.
Arriora ha inoltre richiamato il tema dei tempi: il Rendiconto è arrivato in aula a settembre, nonostante la stessa proposta richiamasse il termine ordinario del 30 aprile.
Per questo il voto del gruppo è stato contrario.
Non contro la correttezza aritmetica del Rendiconto, ma contro alcuni aspetti della gestione politica e amministrativa che quei numeri rappresentano.
Sulla Segreteria comunale: voto favorevole, ma con una critica politica molto netta
Sul secondo punto, invece, Arriora ha votato favorevolmente.
La nuova convenzione prevede che Riola Sardo resti Comune capofila e che la presenza del Segretario comunale aumenti da 12 a 18 ore settimanali.
Per il gruppo si tratta di una scelta utile, soprattutto perché può rafforzare controlli, coordinamento e assistenza agli uffici.
Ma proprio le motivazioni della proposta hanno aperto un tema politico molto più ampio.
È infatti la stessa Amministrazione a parlare di “esigua dotazione organica” e a riconoscere che la situazione attuale rende difficile garantire tempestivamente controlli interni, supporto giuridico-amministrativo e coordinamento della macchina comunale.
Da qui la domanda posta in aula dal capogruppo:
come si è arrivati a questo punto?
Negli anni sono state avviate procedure concorsuali per rafforzare gli uffici, ma una delle persone assunte ha successivamente lasciato il Comune.
Resta inoltre aperta la questione, già sollevata dal gruppo, della mancata riscossione della tassa di partecipazione al concorso.
A questo si aggiungono informazioni, ancora da formalizzare pienamente sul piano amministrativo, relative a percorsi di mobilità o possibili uscite di figure apicali.
Per Arriora, quindi, il problema non è soltanto aggiungere sei ore di presenza del Segretario.
Il problema vero è la tenuta della struttura amministrativa.
Un piccolo Comune può certamente attraversare fasi in cui più responsabilità vengono concentrate su poche persone. Ma se questa condizione diventa stabile, aumenta il sovraccarico e si riduce la capacità di controllo, di programmazione e di gestione.
Il capitale istituzionale che non compare nei bilanci
Nel suo intervento il capogruppo ha richiamato un concetto semplice: il patrimonio di un Comune non è fatto soltanto di immobili, opere pubbliche e disponibilità finanziarie.
Esiste anche un capitale istituzionale.
È fatto di persone competenti, memoria amministrativa, continuità degli uffici, capacità di progettare, controllare, riscuotere e assumere decisioni solide.
Quando questo capitale si indebolisce, ricostruirlo è difficile.
Ed è proprio su questo punto che Arriora ha collocato la propria valutazione politica di fine mandato.
All’inizio dell’esperienza amministrativa il Sindaco Lorenzo Pinna aveva utilizzato l’immagine delle “macerie” per descrivere ciò che riteneva di avere ereditato.
Alla fine di un mandato, però, il giudizio politico cambia prospettiva.
Non conta più soltanto ciò che si dichiara di aver trovato.
Conta soprattutto ciò che si lascia.
Da qui la domanda posta dal gruppo:
quale macchina comunale verrà consegnata ai cittadini di Riola Sardo alla fine di questo mandato?
Se la struttura resterà fragile, se professionalità importanti continueranno a lasciare l’Ente e se funzioni fondamentali rimarranno concentrate su pochissime persone, allora il giudizio politico non potrà limitarsi alle opere realizzate o ai finanziamenti ottenuti.
È questo il senso della frase pronunciata in aula:
chi iniziò il mandato parlando delle macerie ricevute rischia di concluderlo lasciando una macchina comunale più fragile di quella che sosteneva di avere ereditato.
Non uno slogan, ma una domanda politica.
Due voti diversi, una sola linea
Sul Rendiconto 2025 Arriora ha votato contro.
Sulla Convenzione di Segreteria ha votato a favore.
Una scelta che il gruppo considera coerente con il proprio ruolo.
Non votare contro per principio. Non votare a favore per convenienza.
Valutare gli atti.
Riconoscere ciò che è utile.
Contestare ciò che non convince.
E soprattutto esercitare fino in fondo il ruolo di controllo che spetta a una minoranza consiliare.
Per Arriora, è questo il modo più serio di stare in Consiglio comunale.
