🏛️ Quando l’attenzione dei cittadini fa la differenza (e la politica prova a prendersene il merito)
Il caso del rudere di via Umberto I e la verità che merita di essere raccontata
Lunedì 7 luglio si è tenuta una seduta straordinaria urgente del Consiglio Comunale di Riola Sardo, convocata per deliberare due punti: una variazione al bilancio di previsione 2025-2027 e la partecipazione all’asta giudiziaria per l’acquisizione del fabbricato fatiscente di via Umberto I n. 76, un rudere che da decenni deturpa il cuore del paese.
Una scelta, quella dell’asta, che va nella direzione giusta e che ha visto il gruppo di minoranza Arriora votare favorevolmente, con una dichiarazione pubblica letta in Aula dalla consigliera Loche. Tuttavia, è nostro dovere fare chiarezza sull'origine e lo sviluppo della vicenda, affinché i cittadini siano correttamente informati e nessuno si senta libero di “riscrivere la storia” a proprio piacimento.
📌 I fatti, nell’ordine giusto
- Nei giorni precedenti alla convocazione del Consiglio, alcuni cittadini – attenti, informati e profondamente legati al bene comune – hanno scovato l’annuncio ufficiale dell’asta giudiziaria, pubblicato su un noto portale di vendite immobiliari.
- La segnalazione, accompagnata dal link e da una riflessione sul possibile valore pubblico dell’acquisizione, è stata rilanciata dalla minoranza con tempestività e spirito di collaborazione, sollecitando informalmente ma apertamente l’Amministrazione comunale.
- Di fronte alla possibilità concreta e imminente di partecipare all’asta, la Giunta ha provveduto a convocare in urgenza il Consiglio per deliberare l’adesione e la variazione di bilancio necessaria.
- In Aula, il Sindaco ha dichiarato di seguire la vicenda da ben due anni, ammettendo però che finora non si era proceduto per “cautela” legata a presunti rischi giuridici. Resta il fatto che l’azione concreta è partita solo dopo la segnalazione pubblica.
A rendere ancora più contraddittoria la ricostruzione, è stato lo stesso Sindaco quando – durante la seduta – ha affermato di aspettarsi che almeno uno dei consiglieri di minoranza, se non la Capogruppo stessa, lo informasse della presenza dell’asta. Un’affermazione che mal si concilia con la sua dichiarazione di essere già da tempo al corrente della vicenda.
🗣️ Un clima politico da social (e non sempre in senso positivo)
Il dibattito, com’è noto, si è poi spostato sui social, dove numerosi cittadini hanno espresso soddisfazione per l’intervento tempestivo e gratitudine a chi ha reso possibile questa operazione, tra cui alcuni ex amministratori, semplici residenti e il gruppo consiliare Arriora.
In questa cornice, ha sorpreso (e non poco) l’intervento del Sindaco, che ha deciso di replicare con toni accesi e piuttosto personali a un commento del consigliere Secci, definendolo “sarcastico” e accusandolo di “polemiche sterili”. Non solo: ha ritenuto opportuno giustificare pubblicamente la propria inerzia pregressa, attribuendola a una prudenza legata al timore di “accollare debiti ai cittadini”.
Un comportamento discutibile sia nel merito che nel metodo:
- nel merito, perché ciò che il Sindaco chiama cautela è apparso a molti cittadini come immobilismo;
- nel metodo, perché è inopportuno per un primo cittadino utilizzare commenti personali su post privati di utenti, rischiando di alimentare tensioni invece di stemperarle.
📬 La nostra posizione
Come gruppo consiliare di minoranza, abbiamo sempre scelto di agire in modo trasparente, corretto e documentato. Sappiamo distinguere bene la polemica dalla responsabilità politica. In questo caso, il nostro voto favorevole è stato un atto di coerenza e lealtà istituzionale: quando un’azione è giusta, si sostiene. A maggior ragione se parte, come in questo caso, dal basso, dai cittadini, e trova un raccordo virtuoso con la minoranza consiliare.
Crediamo che sia nostro dovere restituire la corretta cronologia degli eventi, per difendere il valore della verità e del lavoro civico condiviso. Senza rivendicare medaglie, ma neppure permettendo che altri se ne appuntino qualcuna di troppo.
📌 Conclusione
L’auspicio è che l’asta si concluda con l’acquisizione del bene e con un futuro di valorizzazione per l’intera comunità. Ma la buona politica passa anche da un riconoscimento onesto dei meriti, dalla capacità di ascolto e dalla disponibilità al confronto, anche quando questo confronto avviene – come oggi accade – nella piazza digitale.
La verità, dopotutto, non ha bisogno di urla. Basta raccontarla bene.
Firmato:
Irene Erdas Capogruppo
Gruppo consiliare Arriora
Riola Sardo, luglio 2025

